Tergiverso

Amo molto questa mia nuova “creatura” e la odio un po’. Amo perchè sono io, sono i mesi più difficili di un anno difficile, perché sono riuscita a catturare le parole che, di notte soprattutto, mi assalivano e a trasformarle in qualcosa di comunicabile. Lo odio perché sono io, sono i mesi più difficili di un anno difficile e non mi permette di dimenticare. Sentimento ambivalente, come anche la necessità di esprimere quello che ho dentro e il desiderio di preservare uno spazio di intimità. Perchè scrivere e pubblicare significa mettersi a nudo e io in questa raccolta l’ho fatto davvero. Significa anche esporsi al giudizio e questo mi costa fatica ma è anche un esercizio che mi impongo. Ma basta ciance, solo poesie.

TERGIVERSO
Un oggi infinito questo andare
e ritorno.
Frangiflutti del destino
che non prendiamo in mano mai.
La sicumera
di chi ha giornate piene
agende senza spazi bianchi
non mi appartiene.
Io improvviso la rotta
e ostento
padronanza di carte.
Allarmata
guardo il mondo che corre
vorrei cambiarmi d’abito
e tergiverso.

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