Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Quando ho parlato ai miei alunni di terza media di quello che mi stava succedendo e di quello che mi sarebbe successo loro mi hanno chiesto (quante domande mi hanno fatto!) se dovessi fare la chemioterapia, alla mia risposta affermativa alcuni hanno iniziato a piangere perché nel loro immaginario è qualcosa di terribile “qualcosa che, prof, ti distrugge”. Ed ora eccoci qui a un giorno dal primo ciclo della cosiddetta chemio rossa a raccontare come è andata.
Tutto si è svolto molto semplicemente e tutto sommato rapidamente. Uno sguardo agli ultimi esami, la prescrizione di un farmaco antiemetico da prendere nella farmacia dell’ospedale e poi sono entrata in una stanza con 6 poltrone, una sola vuota e lì mi sono seduta io, tra una anziana contadina e una ragazza con i capelli rasati e un tatuaggio sul collo. L’infermiera mi ha infilato l’ago ed è partita la soluzione fisiologica, questa prima fase è durata un po’ perché bisognava comunque attendere che passasse un’ora dall’assunzione dell’antiemetico. Il tempo è passato velocemente tra le chiacchiere delle pazienti più anziane e il tentativo di leggere il libro che mi ero portata. Mi sono anche scattata dei selfie che ho inviato all’husband in attesa fuori e alle sisters in attesa a casa. E alle 10.30 ecco che l’infermiera si presenta con questo siringone da film di Pierino. Mi inietta prima una sostanza trasparente e poi una rosso Campari, ecco spiegato il nome dato a questo tipo di chemio. In effetti è un cocktail però di medicinali a base di epirubicina ciclofosfamide. Dieci minuti ed è finito tutto. Il tempo di salutare il dottore ed ero fuori. Mi sentivo bene, solo non sopportavo di stare al sole. La prossima volta mi porterò il cappello.
Ieri e oggi mi sento come se fossi su una barca che balla sull’oceano e con postumi di una sbornia: nausea e pressione bassa, un senso di metallo nella gola e un po’ di stanchezza nelle gambe. Però non mi ha distrutto… vorrei dirlo ai miei carissimi alunni che niente ti distrugge se tu non glielo consenti.