non solo copertina

Quando ho chiesto ad Alessandra Giorgio un disegno per la copertina del mio libro che fosse in continuità ma anche in rottura con i due libri precedenti ho visualizzato proprio questa immagine, di più l’ho proprio sognata. Come abbia lei potuto entrare nel mio sogno è un mistero che forse si potrebbe svelare solo indagando 38 anni di amicizia e di amore, a cui si aggiunge l’ultimo anno di dolore e condivisione.

Questa donna tra luci e ombre, con le cicatrici sulla schiena al posto delle ali di cera mi rappresenta bene. E quelle foglioline verdi che spuntano sulla cicatrice, disegnate dalla piccola Eva sono la speranza e il futuro.

 

Grazie a tutti

Si è concluso il 31 gennaio, con un mese di proroga, il bando di mail art “Una cartolina per Mella” e credo che questo farà felice il mio postino o forse chissà mancheranno anche a lui le cartoline, le lettere, i pacchetti colorati che in questi mesi hanno inondato la mia cassetta di posta, quella vera, non quella elettronica.
Ci sono stati giorni in cui non avevo la forza di aprirle, altri in cui mi sono sentita sopraffatta, ma per ognuna non è mai mancato un sorriso, ogni cartolina è stata un prezioso regalo che la malattia attraverso tantissime persone, vicine e lontane, mi ha fatto.
Ci sono state amiche di vecchia data con cui avevo perso i contatti che, con discrezione, mi hanno inviato la loro cartolina per dirmi la loro vicinanza, ci sono state persone la cui delicatezza e affetto ho scoperto proprio grazie alle cartoline, ci sono state persone sconosciute, artisti bravissimi, che hanno conosciuto la mia storia e hanno voluto inviarmi un messaggio di speranza. Ci sono state le cartoline bellissime di formatrici e formatori del Metodo Caviardage che mi hanno fatto sentire parte di una grande e variopinta famiglia. Alcune hanno organizzato degli incontri ad hoc dedicati a me e il cui risultato è stato un nutrito gruppo di cartoline che mi sono arrivate cariche di energia.
Non so se sono riuscita a esprimere la mia gioia e la mia gratitudine a tutti, sto ancora lavorando su me stessa per imparare a mettere a nudo i miei sentimenti senza timore.
Ma le cartoline che più mi hanno fatto bene al cuore sono state quelle dei bambini, guidati da insegnanti bravissime e care amiche. Che un gruppo di alunni si sia riunito in classe con la propria insegnante per fare una cartolina per una persona lontana e a loro sconosciuta è un qualcosa di magico che mi ha rammentato la bellezza dell’insegnamento e ha contribuito a farmi sentire ancora parte di questo mondo, anche se quest’anno, come dico spesso, sono in stand by.
Approfitto di questo post per ringraziare in particolare questi bambini e le loro insegnanti che mi hanno inviato una cartolina: da Leinate (grazie Giovanna Palumbo), Padova (grazie Loretta de Martin), Matera (grazie Tina Festa), Bari (grazie Brunella Luzio, Roberta Romano e Mariolina Guzman), Polignano a Mare (grazie Angela Leoci), Monopoli (grazie Valeria Ragno), Altamura (grazie Anna Paola Epifania). Se potessi verrei in tutte le vostre classi per ringraziare i bambini ad uno ad uno.
E forse almeno in una di queste classi ci andrò davvero, in una prima elementare, a conoscere la maestra e i bambini che mi hanno spedito le misteriose cartoline da Altamura. Misteriose perché non sapevo a chi fare riferimento, chi ringraziare e intanto continuavano ad arrivare alla spicciolata queste cartoline, scritte con grafia incerta e spesso con l’accompagnamento di messaggi affettuosi delle mamme. Una bambina, Simona; me ne ha inviate due e Vincenzo addirittura tre. Tutte spedite singolarmente e in busta chiusa e affrancata. Questa cosa mi ha commosso, non so, credo di averci visto una sorta di premura dietro e ho cercato di saperne di più. Alla fine tramite una mamma gentilissima che ha risposto alla mia email (e con cui ho iniziato un bel dialogo) sono entrata in contatto con la maestra artefice del tutto. Le nostre storie si sono incrociate sotto diversi aspetti e mi piacerebbe incontrarla e incontrare le bambine e i bambini che si sono prodigati per me.
Un po’ tutta la vicenda delle cartoline, in fondo, nasce sotto l’egida di una sorta di sorellanza (il 99% delle cartoline sono state spedite da donne) e io credo che stia in questo tenderci la mano la vera cura (e anche quando non significa, purtroppo, guarigione è questo che rimane). Alla fine la malattia ci fornisce la scusa per poter riprendere a guardarci negli occhi, a piangere, a darci la mano.